“C’è modo e modo di guardarsi dentro“, sì!
E nell’ACT, questa frase viene codificata nella espressione “guardare ai pensieri“, invece di “guardare dai pensieri“. Un po’ come se, dentro di noi, ci fosse la possibilità di acquisire un altro punto di vista, quello dell’osservatore, anzichè quello dell’osservato…
Che ne pensi?
Dopotutto, nelle terapie con uno psi, accade questo: il punto di vista del terapeuta garantisce, già solo per il fatto che sta fuori di te, una osservazione migliore della tua su di te. Ed una terapia dovrebbe insegnare proprio questo: apprendere il modo di “guardarsi da fuori“, oppure di diventare l’osservatore dell’osservabile.
Oddio… Sembra strano no?
Invece diventa una magia! Anzichè restare invischiati o travolti o attaccati o in lotta nei pensieri, nelle emozioni, nelle sensazioni, negli impulsi… puoi avere un altro atteggiamento.
Perchè, per poter osservare occorre un po’ di distanza da ciò che osserviamo.
Come diceva E. Gendlin (in tempi non sospetti): “Non puoi sentire l’odore della minestra, se ci hai messo il naso dentro”!
La mitica Sassaroli, su TED, ne parla 🙂




